L’aeroporto di Catania continua a restare interdetto per arrivi e partenze fino alle 2 di notte del 14 agosto, perché la cenere vulcanica in sospensione occupa i settori C1 e B3. Lo scalo di Comiso, invece, dopo la chiusura di mercoledì sera e delle prime ore di ieri, è ritornato operativo durante la mattinata. Ma l’emergenza resta sempre più emergenza, man mano che trascorrono i giorni (sono sei), mentre l’ondata di caldo torrido non accenna a placarsi e l’attività dell’Etna non consente alcuna previsione. In questi sei giorni di crisi sarebbero almeno 100.000 mila i viaggiatori, con destinazione o luogo di partenza il capoluogo catanese, ad avere stravolto i propri programmi di vacanze.Nello scalo “Vincenzo Bellini”, dall’8 agosto all’11, sono oltre 700 i voli interessati tra mancati arrivi e partenze e cancellazioni, queste ultime sono circa 400. Collegamenti riprogrammati su altri scali oltre 250, dei quali circa 100 su Comiso, una cinquantina, solo nella giornata di ieri su Palermo, 22 su Trapani e, addirittura, alcuni su Lamezia Terme, con il susseguente trasferimento in pullman verso il capoluogo catanese di oltre 6 ore. E proprio le stazioni aeroportuali della Sicilia occidentale sono al limite massimo dell’operatività, come rivelano alcuni dati. Al “Falcone e Borsellino” a luglio la prima ondata di “alta stagione”, dal 5 al 7, ha registrato il picco di 380 voli gestiti nelle 24 ore.Dal 7 agosto, il giorno dopo l’inizio dell’attività esplosiva dell’Etna, una media di 350 voli con picchi di 390/400 movimenti a fronte di 200 movimenti l’anno scorso.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Etna, eruzione senza tregua. Già 700 i voli cancellati
Sesto giorno di blocco per l’emissione di cenere. Lo stop prolungato fino alle 2 di notte del 14: si moltiplicano i disagi. Passeggeri in attesa, bivacchi a Fontanarossa













