di
Lara Sirignano
L'Ingv: «Non possiamo sapere quanto durerà l'attività dell'Etna»
Non ci sono previsioni a cui aggrapparsi. «Non possiamo sapere quanto durerà l’attività dell’Etna. Grazie ai sistemi di monitoraggio siamo in grado di anticiparne l’inizio, ma non di conoscerne la fine», dice Stefano Branca, direttore del dipartimento Vulcani dell’Ingv, deludendo le speranze di chi dell’eruzione della «Muntagna», così la chiamano i catanesi, fa le spese da giorni. Si naviga a vista, dunque. E mentre lo stop ai voli in arrivo e in partenza dallo scalo di Fontanarossa viene prolungato fino alle 2 di notte di venerdì 14 agosto, l’emergenza entra nell’ottavo giorno con una sola certezza: i disagi continueranno finché la nube di cenere, arrivata fino a Malta e al nord Africa, incontrerà venti diretti verso sud, cioè in direzione dell’aeroporto.
Voli cancellati: il conto salatoIl conto pagato finora è pesantissimo. Dal 7 agosto al 12 sono stati 700 i voli cancellati. Oltre 400 i collegamenti riprogrammati su altri scali: più di 100 su Comiso, 330 su Palermo, 22 su Trapani, alcuni su Lamezia Terme. Decine di migliaia i passeggeri rimasti a terra; moltissimi quelli costretti a percorrere la Sicilia con bus e treni per poter lasciare l’Isola. E a complicare ulteriormente la situazione è stato anche il temporaneo blocco di 12 ore, per la contaminazione da cenere vulcanica, dello scalo di Comiso, rientrato ieri mattina.










