L'Etna torna a condizionare pesantemente il traffico aereo siciliano. Dalle 7.45 di questa mattina l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), sezione Osservatorio Etneo, ha registrato l'inizio di emissioni di cenere dalla bocca posta sull'alto fianco orientale del cratere Voragine. Un'ora dopo l'attività si è intensificata, generando una nube eruttiva alta circa un chilometro e mezzo sopra la sommità del vulcano e diretta verso sud sud-est.

Negli ultimi giorni era proseguita l'attività stromboliana alla bocca della Voragine, mentre l'attività effusiva dalla bocca a quota 3030 metri, iniziata il 26 giugno, si era progressivamente esaurita fino a terminare il 4 luglio. Nella notte tra il 2 e il 3 luglio si era inoltre formato un secondo, piccolo flusso lavico tra la bocca stromboliana e quella effusiva, che aveva percorso poco più di un centinaio di metri prima di arrestarsi la mattina del 3 luglio. Sul fronte del tremore vulcanico, l'Ingv segnala valori rimasti alti con una costante tendenza all'incremento, il cui picco è stato raggiunto nella mattinata di sabato.

Allerta rossa e scalo bloccato

È la prima volta, in questa fase di attività del vulcano, che l'escalation eruttiva colpisce direttamente l'operatività dell'aeroporto internazionale di Catania Fontanarossa. Il livello di allerta è stato innalzato da arancione a rosso, costringendo la società di gestione SAC a una serie di restrizioni progressive: dapprima la chiusura dello spazio aereo a sud, sulla direzione presa dalla nube di cenere, con un limite di cinque voli all'ora; poi lo stop totale a tutte le attività in arrivo, con la sola eccezione delle partenze degli aeromobili già presenti a terra. Così la cenere ha messo in ginocchio il 5 aeroporto d'Italia per traffico passeggeri. Lo spazio aereo del settore Sud-Ovest (C1) resterà chiuso fino alle 5 di domani mattina, 6 luglio.