L'artigianato sardo continua a crescere e si conferma uno dei motori dell'economia isolana. Nel secondo trimestre del 2026 il comparto conta 33.935 imprese registrate, di cui 33.716 attive: oltre il 20% di tutte le aziende sarde. È quanto emerge dall'elaborazione dell'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna sulla demografia delle imprese artigiane.

Il dato più significativo riguarda la dinamica di crescita: con un +0,68% – in miglioramento rispetto al +0,63% dello scorso anno – la Sardegna si colloca al secondo posto in Italia, dietro alla sola Valle d'Aosta (+0,97%) e ben al di sopra della media nazionale, ferma al +0,43%. Il saldo positivo è di 230 imprese, risultato di 639 aperture e 409 cessazioni.

Altrettanto rilevante il peso occupazionale: gli oltre 80mila addetti impiegati nelle realtà artigiane rappresentano più del 20% degli occupati dell'Isola. Nel dettaglio, il comparto assorbe il 57,2% dei lavoratori delle costruzioni, il 42,2% di quelli del manifatturiero esteso e l'11,8% dei servizi.

A livello territoriale, Cagliari è la provincia che traina con 12.415 imprese artigiane registrate, una crescita dello 0,73% e un saldo di +90 unità dato dalle 247 iscrizioni e dalle 157 cessazioni. Segue a brevissima distanza Sassari-Gallura con 12.367 imprese, che però mette a segno il tasso di crescita più alto dell'Isola, lo 0,99%, con un saldo di +121 attività (254 aperture e 133 chiusure). Terza Nuoro, con 6.810 imprese e un incremento dello 0,27%. Più contenuto il dato di Oristano: 2.343 imprese totali, una crescita dello 0,04% e un saldo di appena una unità, frutto di 34 aperture e 33 chiusure.