A Barcellona Pozzo di Gotto, Comune da circa 40mila abitanti in provincia di Messina, è rimasta una sola sartoria. Che è anche “sociale”, perché ogni settimana si anima di laboratori e persone diverse per età, provenienza e percorso di vita. E poi si aggiunge la parola “Kanö”, che in lingua mandinka vuol dire “amore”. Cambiamo l’ordine degli addendi e il risultato si presenta da solo: Kanö Sartoria Sociale, il progetto imprenditoriale di Faburama Ceesay e di sua moglie Marica D’Amico.
Li sentiamo al telefono un sabato mattina di agosto, ci raccontano che lo scorso 7 giugno hanno festeggiato il settimo compleanno della sartoria nata nel 2019, dove Ceesay lavora tessuti in cotone colorati, detti wax, provenienti direttamente dall’Africa, con una qualità più alta e maggiore durabilità. Il sarto-stilista, infatti, ha imparato il mestiere in Gambia, suo Paese d’origine dove a soli nove anni, vedendo un sarto lavorare tessuti eleganti e colorati vicino casa, ha deciso che quello sarebbe diventato il suo lavoro. È arrivato in Italia a novembre del 2013 alla ricerca di opportunità, dopo un viaggio in cui ha attraversato il Senegal, il Mali, il Burkina Faso, il Niger e poi la Libia, dove è rimasto per un anno cercando di mettere insieme il denaro che gli era stato chiesto per salire sul barcone che lo ha portato a Pozzallo. Poi Acate, nel ragusano, e infine Barcellona Pozzo di Gotto, dove ha lavorato inizialmente in un autolavaggio e in una sartoria in cui cuciva cuscini per barche a vela. Poi, racconta a Ilfattoquotidiano.it, ha pensato: “Ma io ho un mestiere in mano, non posso farci qualcosa?”.






