Fare il bagno in acque dolci può favorire dermatiti irritative, reazioni come il “prurito del nuotatore” o infezioni. Il rischio dipende sia dalle caratteristiche della pelle sia dalla qualità dell’acqua: anche se è limpida non è necessariamente priva di batteri. Il dermatologo Santo Raffaele Mercuri ha spiegato a Fanpage.it come riconoscere i sintomi e l’origine del problema.
Un bagno in mare, in piscina, al lago o al fiume è uno dei piccoli piacere dell’estate, ma a volte può essere seguito dalla comparsa di arrossamenti, prurito o vari sfoghi cutanei. Nella maggior parte dei casi non si tratta di infezioni dovute ad acqua contaminata: spesso la causa è una semplice irritazione provocata da cloro, sale, permanenza prolungata in acqua o sfregamento del costume. In altre situazioni, però, possono entrare in gioco parassiti, cianobatteri o batteri, soprattutto in presenza di ferite recenti. Come distinguere una dermatite irritativa da un’infezione e quando è il caso di rivolgersi al medico? Santo Raffaele Mercuri, primario di Dermatologia e Cosmetologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e associato di Dermatologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, ha spiegato a Fanpage.it le principali problematiche cutanee legate ai bagni in acque dolci, dalle infezioni al cosiddetto "prurito del nuotatore".









