La sonda sta esaurendo energia, ma con la complessa operazione Big Bang sono stati ulteriormente ridotti i suoi consumi senza spegnere altri strumenti e proseguirà il lavoro per almeno un altro anno

Tra pochi giorni, il 20 agosto, la sonda Voyager 2 compirà 49 anni. Dal 2018 viaggia nello spazio interstellare, regione oltre l'influenza del vento solare e oggi si trova a 21,4 miliardi di chilometri da noi. Negli anni ha "visitato" quattro pianeti, regalandoci immagini straordinarie di Giove e Saturno per poi passare (ed è l'unica sonda ad averlo fatto) vicino a Urano e Nettuno. A bordo funzionano ancora tre strumenti su dieci: la Nasa li ha progressivamente spenti per risparmiare energia e stanno ancora lavorando il rivelatore di raggi cosmici, il magnetometro e lo strumento che misura le onde di plasma. Le trasmissioni erano destinate a chiudersi a breve per mancanza di energia. La Voyager 2 e la sua gemella Voyager 1, si affidano a una forma di batteria nucleare, il generatore termoelettrico a radioisotopi, che utilizza il calore prodotto dal decadimento del plutonio. Con il passare degli anni però la quantità di energia disponibile continua a diminuire di circa quattro watt all'anno per ogno dei due veicoli spaziali.