Le missioni Voyager della NASA, lanciate alla fine degli anni '70, sono tra le più longeve di sempre e soprattutto sono ormai parte della cultura popolare con riferimenti anche in prodotti e opere di largo consumo. Con il passare degli anni le loro prestazioni si sono ridotte, mentre la distanza dalla Terra aumentava. Nel corso del tempo sono anche emersi diversi problemi che hanno afflitto sia NASA Voyager 1 che NASA Voyager 2.
Negli scorsi mesi l'agenzia spaziale statunitense ha scelto di spegnere lo strumento LECP di Voyager 1 per ridurre i consumi e quindi aumentare l'energia disponibile (fornita da un RTG al plutonio, generatore termoelettrico a radioisotopi) ai sottosistemi principali. Un nuovo passo in avanti per estendere la vita operativa della sonda spaziale NASA Voyager 2 è stato invece attuato nelle scorse settimane. Questo permetterà di guadagnare ancora del tempo prima dello spegnimento definitivo, che avverrà nei prossimi anni.
Prolungare la vita operativa della sonda spaziale NASA Voyager 2
Secondo quanto riportato dall'agenzia spaziale, gli ingegneri hanno portato a termine un'operazione critica soprannominata "Big Bang" che puntava a spegnere sottosistemi energivori per sostituirli con analoghi a consumo ridotto. Entrambe le sonde spaziali perdono circa 4 watt/anno e quindi ogni frazione di energia prodotta non può essere sprecata. Uno dei motivi per i quali gli strumenti scientifici sono stati via via spenti.













