La leader di Fratelli d’Italia ha dettato la linea su tasse e potere di acquisto. Vuole essere protagonista e cerca l’asse con Tajani. Il vicepremier leghista punge Forza Italia: «Non ho nulla contro Mediolanum, ma settore del credito è l’unico che guadagna»A Palazzo Chigi il progetto è ben delineato: deve essere la manovra Meloni. Serve dare un segnale elettorale, la firma deve essere indelebile. Il voto è dietro l’angolo e la leader di Fratelli d’Italia vuole cambiare passo rispetto alle ultime leggi di Bilancio, quando ha dato maggiore, anche troppo, spazio di azione agli alleati, Matteo Salvini e Antonio Tajani. Nei prossimi mesi, invece, il provvedimento sarà presidiato fin dalla gestazione. Anche per invertire una narrazione negativa, attribuStefano IannacconeGiornalista di Domani, è nato ad Avellino, nel 1981. Oggi vive a Roma. Ha collaborato con Huffington Post, La Notizia, Panorama e Tpi. Si occupa di politica e attualità. Ha scritto cinque libri, l'ultimo è il romanzo Piovono Bombe.
Tasse, inflazione e la variabile Salvini. Meloni studia la finanziaria elettorale
La leader di Fratelli d’Italia ha dettato la linea su tasse e potere di acquisto. Vuole essere protagonista e cerca l’asse con Tajani. Il vicepremier leghista punge Forza Italia: «Non ho nulla contro Mediolanum, ma settore del credito è l’unico che guadagna»









