Il pane non deve mai mancare sulla tavola. Ma c’è un pane davvero speciale che ha il sapore del riscatto, della dignità, del perdono, e arriva da luoghi dove – più che in altri – c’è bisogno di speranza e di futuro. È quello che nasce, giorno dopo giorno, grazie al progetto "Il senso del Pane" che la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti ha lanciato nel 2016, in occasione del Giubileo della Misericordia: dapprima in varie carceri in Italia e nel mondo, poi anche presso case famiglia o comunità di persone con fragilità, sono nati i ‘laboratori eucaristici’ che producono ostie che vengono offerte a diocesi, parrocchie, monasteri.

Attualmente sono 35 i centri in attività e diventeranno 40 entro il 2027, dando lavoro ad almeno 300 persone: sono milioni e milioni le particole già distribuite. "È pane che racchiude una testimonianza, il lavoro di mani che hanno conosciuto il male ma che oggi, rinate, sono segno vivo di una profonda trasformazione", spiega Arnoldo Mosca Mondadori, presidente della fondazione. Papa Francesco è stato fra i primi sostenitori e ha benedetto e consacrato le prime ostie, così come ha fatto anche Papa Leone lo scorso dicembre, in occasione del Giubileo dei carcerati.