HomeFirenzeCronacaL’addio all’operaio morto: "Senza di lui sarà dura"Familiari e colleghi alla cerimonia funebre. Assenti invece le istituzioni. Il figlio di Kumara Gedera: "Mancava poco all’obiettivo che si era dato".La cerimonia funebre per Kumara Gedera, morto sul lavoroRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLe cappelle del commiato della Croce d’Oro a Prato non sono riuscite a contenere le tante persone che ieri pomeriggio sono andate a salutare Kumara Gedera, l’operaio di 61 anni morto nella notte fra venerdì e sabato scorso schiacciato da un pallet alla Capp Plast, l’azienda di via Nenni a Campi Bisenzio dove lavorava da tanti anni. Nella cappella si è svolto il rito secondo il culto buddista, la religione della famiglia Gedera.
Ieri, oltre ai suoi familiari più stretti, c’erano tanti connazionali arrivati anche da altre città italiane, poi i titolari della Capp Plast e tutti i dipendenti. La ditta è una sorta di ’grande famiglia’ e il funerale lo ha dimostrato. "Mio padre – aveva detto Kavi, il figlio, giovedì alla camera ardente al Tempio buddista – è sempre stato dispobile, aiutando tutti e lo abbiamo visto con tutte queste persone che ci sono state vicine. Era ad un passo dal suo sogno di tornare in Sri Lanka dopo la pensione, aveva già costruito la casa".






