Grigie e senza un graffio: sono arrivate altre tre delle 28 chiatte destinate a sorreggere il ponte di Bereguardo. Portate di notte dal cantiere di Travacò Siccomario vengono collocate su una spiaggia in attesa di tornare "in servizio". Nel frattempo si lavora all’impalcato tutto nuovo che, almeno stando al progetto, dovrebbe non rovinarsi più come avveniva fino a quando è rimasto il vecchio ponte in legno. Troppo spesso, infatti, il ponte nonostante i lavori di ristrutturazione, si presentava in pessime condizioni diventando pericoloso per chi doveva attraversarlo soprattutto in moto.

Per questo motivo i residenti e il comitato Ticino 2000 hanno ripetutamente sollecitato un intervento di ristrutturazione del ponte. I lavori che costeranno 3,2 milioni di euro stanziati da fondi statali (2,1 milioni), regionali (860mila) e provinciali (200mila euro) si sarebbero dovuti concludere a luglio in modo da consentire alle attività che si trovano al di qua e al di là dell’attraversamento sul Ticino di non perdere gli introiti derivanti dalla stagione estiva.

Invece l’intervento è andato più per le lunghe e ora l’importante collegamento tra Pavese e Lomellina chiuso al traffico dal 9 dicembre scorso, sarà riaperto soltanto dopo l’estate, il 24 ottobre. Disagi per i lavoratori. "Per spostarci – dice Carlo Maiocchi portavoce del comitato Ticino 2000 – dobbiamo percorrere un maggior numero di chilometri e prendere l’autostrada. Con i costi del carburante alle stelle, alla fine del mese questi tratti più lunghi pesano sul bilancio di ciascuna famiglia. È per questo motivo che sollecitiamo una maggiore celerità nei lavori".