“La corruzione ha raggiunto livelli raramente visti in passato”, ha scritto Donald Trump sul social media Truth nel febbraio 2025. Non si riferiva alla sua amministrazione ma all’agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (Usaid). “Chiudetela!”, ha aggiunto. Appena poche ore dopo l’Usaid è stata chiusa e la maggior parte del personale è stata messa in congedo amministrativo a tempo indeterminato.

La misura è stata presentata come parte del programma “America first” del presidente. L’Usaid, secondo quanto sostenuto dall’amministrazione Trump e dai suoi adulatori nei mezzi d’informazione di destra, stava sprecando i soldi guadagnati con fatica dai contribuenti in ridicoli progetti all’estero invece di migliorare la vita nel proprio paese.

Nel periodo precedente alla chiusura dell’Usaid, per esempio, una delle bugie più spudorate sull’agenzia, ripetuta senza alcuna prova da testate come Fox News, era che spendesse milioni in preservativi a Gaza.

Ora che gli aiuti umanitari sono stati drasticamente ridotti in nome della priorità agli Stati Uniti, il denaro preso dalle tasse dei cittadini statunitensi rimane nel paese? Non proprio. Gran parte va ancora all’estero. Ma invece di essere usato per aiutare le persone più povere del mondo va a centri studi europei fondati da multimilionari che vogliono diffondere il trumpismo a livello globale.