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L'evoluzione demografica, con il progressivo aumento della speranza di vita, rende sempre più necessario affiancare al welfare pubblico strumenti integrativi nei settori della previdenza e della sanità. Un'esigenza che riguarda sia il rischio di una pensione insufficiente sia quello della perdita di autosufficienza in età avanzata. Giovanni Liverani, presidente dell'Ania, ricorda che «sono passati oltre 20 anni dall'introduzione della previdenza complementare, ma solo meno del 40% dei lavoratori dipendenti ha un piano pensione». Per quanto riguarda la sanità, sottolinea ancora Liverani, «tutti vogliamo vivere a lungo, ma oggi l'invecchiamento coincide spesso con la perdita di autosufficienza. Abbiamo già 3,8 milioni di persone anziane non autosufficienti in Italia».
Tutto questo porta al sovraccarico del Sistema Sanitario Nazionale. «Oggi i cittadini pagano di tasca propria circa 45 miliardi di euro, in aggiunta ai circa 138 miliardi che lo Stato versa - per il tramite delle Regioni e grazie alla fiscalità - al Servizio Sanitario Nazionale. È un flusso di risorse che da un lato è per definizione inefficiente e dall'altro sfugge in larghissima parte al servizio pubblico. La nostra proposta è chiara: aumentando l'intermediazione di questa spesa attraverso fondi sanitari e polizze, che oggi è solo il 10%, non solo renderemmo la spesa più efficiente per il cittadino, ma alleggeriremmo anche il Ssn, finanziariamente ma anche operativamente», avverte Liverani.






