«Non smetteremo di esplorare/E alla fine di tutto il nostro andare/Ritorneremo al punto di partenza/Per conoscerlo per la prima volta», scrive T. S. Eliot. Nell’entroterra sardo, dove il sole secca e attutisce i rumori, sono in corso due mostre che sprigionano la magia di quando si osava immaginare e progettare. Sono due salti dimensionali che ci allontanano dalla cronaca distopica di questa estate feroce riportandoci nel tempo dell’Utopia. “FUTURAMA. Nostalgia di Futuro” al Museo Man di Nuoro e “Nivola, Colombo e lo Spazio Attorno”, al Museo Nivola di Orani, sono entrambe a cura di Chiara Gatti, la prima con Elisabetta Masala e la seconda con Anna Pirisi in collaborazione con l’Archivio Gianni Colombo di Milano. “Welcome to the future!”. Entrate nello spazio di FUTURAMA e vi accoglieranno i laboratori della NASA e dell’URSS, con spezzoni di documentari che sembrano ormai preistoria. Il viaggio comincia il 4 ottobre 1957, con il primo lancio sovietico dello Sputnik. Il 3 novembre – dopo aver superato terrificanti simulazioni con centrifughe in capsule strettissime – viene lanciata nello spazio la cagnolina Laika che muore cinque ore più tardi. Nel 1961, Jurij Gagarin è il primo uomo in orbita sulla Vostok 1, mentre il 20 luglio 1969, si compie l’evento più pop della storia: gli USA sbarcano sulla luna. Da un lato, si combatte la Guerra Fredda con la conquista epica del Cosmo, dall’altro ci si sfida sul terreno della Bomba. Dallo spazio cambiano i punti di vista, l’uomo si guarda da fuori, il superuomo è pronto al viaggio interplanetario e nuovi abiti si calano nel quotidiano diventando costume.
Bombe e fumetti, lo strano sogno del ’900
Due esposizioni in Sardegna attraversano l’immaginario del secolo breve e le sue rappresentazioni. Dalla guerra fredda alla conquista dello spazio, tra promess…







