La sanità iblea ha perso una delle sue anime più luminose.È morto Giorgio Grasso, 65 anni, nato il 5 gennaio 1961, figlio del compianto Salvatore. Un operatore sanitario straordinario, un professionista impeccabile, ma soprattutto un uomo capace di portare gentilezza e umanità anche nei luoghi dove il dolore sembra non lasciare spazio alla luce.

Giorgio aveva da poco raggiunto la pensione: il 2 maggio 2024 aveva timbrato per l’ultima volta, chiudendo una carriera lunga 41 anni e 6 mesi. Un traguardo che avrebbe dovuto aprire una nuova stagione della sua vita, fatta di riposo, serenità e tempo finalmente dedicato a sé.Il destino, però, ha scelto una strada crudele: proprio dopo la quiescenza, Giorgio ha scoperto di essere affetto da un male incurabile. Lo stesso male che, per decenni, aveva combattuto ogni giorno attraverso il suo lavoro, accanto ai pazienti oncologici.

Una vita dedicata alla curaGiorgio Grasso aveva iniziato a lavorare all’Asp 7 di Ragusa il 28 marzo 1987, dopo il diploma conseguito nel 1980. Da allora non si era mai fermato.

Dal 1988 al 2020 è stato parte del Dipartimento Oncologico guidato dal dottor Carmelo Iacono, figura di riferimento nazionale e “Maestro dell’Oncologia”. In quel reparto, dove la sofferenza è quotidiana e la speranza è un filo sottile da proteggere, Giorgio era diventato un punto fermo: un volto che rassicurava, una voce che confortava, una presenza che non lasciava mai soli.