CROCETTA Giorgio Giovara, cinquantasettenne di Crocetta, era atteso per il turno di notte in ospedale giovedì sera, ma non si è presentato al lavoro. Al telefono non rispondeva, ai messaggi neppure. Un quadro inquietante che ha spinto uno degli amici a dare l'allarme. Ma quando, ieri mattina, carabinieri, sanitari e protezione civile sono entrati nell'abitazione di via Rivette 13 non hanno potuto che constatare il decesso dell'uomo. A strappare alla vita Giorgio, che lavorava come operatore control room per un'azienda che cura vari servizi in ospedale, è stato un infarto, in un quadro reso particolarmente a rischio dal caldo degli ultimi giorni.
Giorgio aveva effettuato vari lavori in giardino nelle ore precedenti il decesso: aveva tagliato legna, sistemato piante, messo a posto un furgone che voleva usare per viaggiate, il tutto sotto il sole cocente, in una giornata da bollino rosso. Un caldo asfissiante di fronte al quale il suo cuore non ha retto. «Ci siamo visti lunedì sera -racconta un amico- stava benissimo ed era entusiasta del lavoro che stava svolgendo sul furgone. Giovedì sera, invece, gli ho mandato un messaggio e non lo ha visualizzato». Una situazione che poteva essere normale, ma dietro alla quale si è nascosta, invece, la tragedia. Che ha il sapore di una tremenda beffa del destino. Solo poche settimane fa, infatti, Giorgio si era laureato in Storia all'Università Ca' Foscari di Venezia. Ora, stava per iscriversi ad Antropologia. Ma quell'infarto si è portato via quello che gli amici definiscono come «un uomo dal cuore d'oro, buono e appassionato». Con quella stessa passione Giorgio svolgeva anche l'incarico di rappresentante sindacale. Caldo, i plateatici si svuotano. L'allarme di negozi ed esercizi: «L'afa incide su commercio e turismo: ripensare orari e offerte» I ricordi «Era orgoglioso del proprio ruolo - lo ricorda Katiuscia Dalla Costa, segretario dell'unione territoriale di Treviso del sindacato Unione Generale del Lavoro- sempre in prima linea a difesa dei diritti di tutti. La sua straordinaria dedizione verso la comunità non è mai venuta meno: solo pochi giorni fa, lo scorso 4 agosto, ha partecipato con la consueta passione e determinazione all'ultimo tavolo di confronto per migliorare le condizioni di lavoro del personale impegnato nei presidi di Castelfranco Veneto e Montebelluna».Giorgio, la cui vita si è snodata fra Montebelluna e Crocetta, per un ventennio aveva gestito "la vetroteca" di via Erizzo a Crocetta, poi aveva optato per un lavoro diverso. Lascia un figlio, Giordano, che lavora in Australia nel mondo della ristorazione, e due sorelle. Cordoglio è stato espresso anche dal sindaco Marianella Tormena. Caldo, in città tornano le cicale ma si moltiplicano anche gli scarafaggi: «Con queste temperature si riproducono più in fretta». Ed è anche allarme grilli: pioggia di segnalazioni al Comune I malori Nel frattempo, crescono i ricoveri in ospedale e gli accessi al pronto soccorso per il caldo. Come raccontano i bilanci Usl, dal 17 giugno al 30 luglio, in 438 si sono recati al Pronto soccorso per casi di disidratazione. Poi, con l'inizio di agosto, gli accessi sono aumentati di 10-15 al giorno. Del resto, la stessa Usl aveva evidenziato che questa settimana la situazione sarebbe ulteriormente peggiorata. Un vero bollettino di guerra, dove i malori si affiancano a tragedie come quella accaduta al cinquantasettenne di Crocetta.






