HomeSienaCronacaMuore nella gara con il quad. Tragedia alla Poggio-VallefreddaL’incidente durante le prove della cronoscalata ad Arpino (Frosinone). La vittima è Giorgio Grazi, 66 anni, di Sinalunga: inutili i soccorsi.Tragico incidente durante le prove della Poggio-Vallefredda: è morto Giorgio GraziRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSINALUNGAUn incidente durante una sessione di prove libere trasforma in tragedia quella che doveva essere una festa della velocità in salita. Succede nel pomeriggio di ieri in provincia di Frosinone, nella Isola del Liri – Arpino, cronoscalata valida come terza prova del campionato italiano di velocità in salita, organizzata dal moto club Castelliri Riders Ciociaria. E le conseguenze purtroppo senza scampo sono a carico di Giorgio Grazi, pilota di Sinalunga di 66 anni, iscritto alla gara nella categoria Quad; nell’incidente il concorrente ha infatti perso la vita. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, i soccorsi sono intervenuti immediatamente, il personale della Campoli Appennino Soccorso ha provato a rianimare il Grazi con il defibrillatore ma, nonostante la velocità delle operazioni e l’impegno dei volontari, non c’è stato nulla da fare; si è appreso anche che lo sfortunato cronoscalatore, vista l’età sicuramente un gentleman-driver, era accompagnato sul posto dalla moglie. La gara vera e propria si sarebbe disputata oggi e domani, articolata su prove libere, cronometrate e su due manche al giorno. Le gare di motovelocità in salita hanno rappresentato per decenni, dagli anni ’50, il trampolino di lancio per giungere alle competizioni in circuito; anche Giacomo Agostini, il ‘campionissimo’ per eccellenza di questo sport, iniziò la propria carriera, da adolescente, scalando tornanti e curvoni in salita. I percorsi vengono allestiti su strade normalmente aperte al traffico che, nei week end delle gare, vengono vietate alla circolazione e dotate di protezioni per i partecipanti onde evitare gli impatti contro guard-rail e alberi. I quad sono veicoli a quattro ruote, omologati come motociclette, che hanno origini nel mondo del lavoro nei boschi del nord-America, diffusi poi a livello mondiale per la loro agilità e diventati anche mezzi da competizione. Suona come una tragica beffa anche il fatto che, a partire dalla gara precedente del tricolore, disputata a Deruta, in Umbria, erano state adottate delle chicane "introdotte – si legge in una nota dei promotori del campionato – per incrementare ulteriormente i livelli di sicurezza del percorso, una nuova strada tecnologica che ha come principale target l’evoluzione della disciplina e la tutela dei piloti".