La vacanza che doveva finire con una valigia chiusa, qualche souvenir e il viaggio verso casa rischia di trasformarsi in una lunga attesa davanti a un tabellone degli arrivi. Dall’altra parte, c’è chi la vacanza in Sicilia avrebbe dovuto iniziarla proprio in queste ore e ora guarda il telefono aspettando una mail, una notifica o una comunicazione della compagnia aerea.

È questo il doppio volto del caos provocato dall’eruzione dell’Etna e dalla chiusura dell’aeroporto di Catania. Per chi è già sull’Isola il problema è riuscire a tornare a casa. Per chi deve arrivare, invece, l’incertezza riguarda l’intera vacanza: partire oppure no, atterrare a Palermo, Trapani o Comiso, cambiare mezzo di trasporto, perdere una notte in hotel o rinunciare del tutto al viaggio. L'aeroporto di Catania continua a essere condizionato dalla presenza della cenere vulcanica e lo stop ai voli è stato ulteriormente prorogato. L'emergenza va avanti ormai da giorni e ha prodotto centinaia di cancellazioni e riprogrammazioni.

Chi deve tornare a casa: la vacanza finisce con l'ansia

Sono probabilmente loro i passeggeri che stanno vivendo le ore più complicate. Hanno terminato o stanno terminando la vacanza, magari hanno già lasciato l'hotel, riconsegnato l'auto a noleggio e organizzato il trasferimento verso Fontanarossa.