uBlock Origin ha smesso di rincorrere Facebook. Il piccolo team di sviluppatori volontari dietro il popolare blocco pubblicit� ha annunciato lo stop agli aggiornamenti mirati delle regole di filtraggio ogni volta che il social network trova un nuovo modo per far passare gli annunci.

La decisione non cancella nulla di quanto gi� esiste. I filtri attuali restano attivi e continuano a funzionare come oggi; quindi, nell'immediato nulla cambia per chi naviga su Facebook. Cambia per� l'atteggiamento verso il futuro: quando la piattaforma riuscir� ad aggirare uno di questi filtri, il team non si affretter� pi� a correggerlo.

Alla base della scelta c'� la stanchezza per una guerra logorante e a somma zero. Facebook individua il testo "Sponsored" (o "Ad") che identifica gli annunci e lo spezzetta lettera per lettera, ciascuna incapsulata in un frammento di codice separato e distante dalle altre. In certi casi arriva a mescolare l'ordine dei caratteri e a inserire lettere fittizie, invisibili a schermo ma sufficienti a mandare fuori strada i filtri basati sul riconoscimento di pattern testuali.

Una battaglia impossibile da vincere, secondo uBlock Origin

Il tono dello sviluppatore che ha scritto l'annuncio non lascia spazio a interpretazioni concilianti. Facebook viene descritto come un sito ostile agli utenti, accusato di tenere d'occhio i repository pubblici del progetto open source per contrastarne sistematicamente ogni contromisura appena pubblicata.