Firenze, 13 agosto 2026 – L’inflazione rallenta in Toscana, ma i rincari continuano a pesare sui bilanci delle famiglie. A luglio i prezzi nella regione sono aumentati del 2,5% rispetto allo stesso mese del 2025, contro il 2,9% registrato a livello nazionale. Secondo l’elaborazione dell’Unione nazionale consumatori sui dati Istat, l’incremento si traduce in una maggiore spesa teorica di 686 euro l’anno per una famiglia media toscana, rispetto ai 732 euro calcolati per l’Italia. Il dato regionale nasconde, però, differenze marcate. Pistoia presenta il tasso più elevato tra le città toscane rilevate, mentre Lucca si colloca all’estremo opposto e registra l’inflazione più bassa d’Italia.

Il confronto con giugno

Rispetto a giugno 2026, quando l’inflazione toscana era al 2,7%, a luglio si registra una diminuzione di 0,2 punti percentuali. Il rallentamento è più deciso di quello nazionale, in quanto in in Italia il tasso è passato dal 3% al 2,9%, perdendo un decimo di punto. La regione occupa il tredicesimo posto nella classifica dell’Unione nazionale consumatori basata sulla maggiore spesa annua prodotta dai rincari.

Pistoia e Arezzo sopra la media

Pistoia guida la classifica toscana con un’inflazione del 3,1%, alla quale corrisponde una maggiore spesa stimata in 872 euro all’anno per una famiglia media. Il capoluogo è settimo nella graduatoria nazionale delle città dove l’aumento dei prezzi pesa maggiormente.