Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiA luglio 2026 l’inflazione scende al 2,8% su base annua dal 3,0% di giugno, mentre su base mensile l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, segna un +0,2%. È la stima preliminare diffusa dall’Istat.

Il rallentamento riflette la dinamica dei prezzi degli alimentari non lavorati, degli energetici non regolamentati e dei servizi vari.

In accelerazione, invece, risultano gli alimentari lavorati, gli energetici regolamentati e i servizi relativi ai trasporti.

Le reazioni delle associazioni di consumatori e delle imprese

Per il Codacons, «il bicchiere è ancora mezzo vuoto», perché il dato di luglio «ancora non risente pienamente della fiammata dei carburanti registrata in Italia, partita solo nella seconda metà del mese». L’associazione stima che l’inflazione al 2,8% si traduca in una maggiore spesa da 926 euro annui per la famiglia tipo e da 1.279 euro per un nucleo con due figli. Federdistribuzione sottolinea che, in una fase «caratterizzata da forte incertezza», il rialzo dei costi energetici continua a pesare su famiglie e imprese. Unimpresa parla di un nuovo rallentamento come «segno di stabilizzazione».