Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiPuò avere scoperchiato il vaso di Pandora la sospensione di Schengen decisa dall’Italia dopo l’assalto a Ceuta, exclave spagnola in terra di Marocco, da parte di decine di migliaia di migranti giunto ai confini anche a nuoto. Perché l’Europa, che cercava di mantenere una sorta di compattezza sulla questione più preoccupante per gli elettori del Vecchio Continente, l’immigrazione irregolare, adesso non nasconde più le sue profonde divisioni. Così Mette Fredriksen, la premier socialdemocratica danese alleata con la collega italiana Giorgia Meloni per la difesa delle frontiere europee, ha annunciato al parlamento del suo paese che «la Danimarca è pronta a rafforzare i controlli alle frontiere, e in ultima analisi a chiuderle, se ci sarà una nuova ondata migratoria attraverso l’Europa». Il capo dell’esecutivo di Copenaghen ha aggiunto che il suo governo «non esiterà neanche un secondo ad adottare le misure necessarie», e ha rivelato che è già pronto un piano di emergenza da attivare in poche ore. La Danimarca ha inoltre convocato per il prossimo 4 settembre un vertice con Germania, Grecia, Austria e Olanda: l’obiettivo è realizzare al più presto un hub per i rimpatri in Uganda. È poi sceso in campo il ministero dell’Interno tedesco, che ha annunciato la volontà di Berlino di riprendere le espulsioni dei cosiddetti Dublinanti, cioè dei migranti che hanno chiesto asilo alla Germania e sono stati accolti dopo essere approdati alle frontiere marittime europee di Spagna e Italia come previsto dall’accordo di Dublino. La portavoce del dicastero dell’Interno si è dichiarata «sorpresa dell’agitazione sulla questione e delle divergenze con Roma», e ha aggiunto che la Germania procederà comunque alle espulsioni a partire dal giugno del 2026, data di entrata in vigore del sistema europeo comune di asilo. Parole, queste, che non hanno certo fatto piacere al governo italiano, se si considera che il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha ricordato che le navi delle Ong battenti bandiera tedesca non avrebbero dovuto trasportare il loro carico di esseri umani in Italia, ma in Germania.