(di Silvia Lambertucci) (ANSA) - ROMA, 13 AGO - Il rosso della lava che cova sotto la roccia nera del vulcano, il blu intenso del mare che dialoga con il verde dei cespugli, il giallo che si abbraccia al viola nel cielo del tramonto. È un'esplosione di vita, di natura e di poesia la Salina raccontata dai colori di Marina Perez Simão nel progetto site specific che l'artista brasiliana ha dedicato all'isola più verde e fertile delle Eolie. Curata da Mirta d'Argenzio e visitabile fino al 15 ottobre nelle sale di Palazzo Marchetti a Malfa, "Amore a prima vista" è una piccola, affascinante mostra racchiusa in una stanza magica che da sola vale il viaggio. Disegni e acquerelli "nati da un desiderio che è un sentimento improvviso", spiega la curatrice. Che racconta di un colpo di fulmine tra la pittrice nata a Vitòria, in Brasile ai bordi dell'oceano atlantico, e il paesaggio maestoso delle Eolie. Di fatto un "amore a prima vista", come sottolinea il titolo scelto per questo poetico lavoro, non a caso preso in prestito da una delle più belle poesie di Wislawa Szymborska. "Amore come parte di quella complessità della Natura che appare 'a prima vista'. Amore come forza della Natura, che appare e prende forma , Amore come forma della sua intelligenza", sottolinea nelle sue note d'Argenzio. Un'adesione emotiva ai luoghi e nello stesso tempo riflessione concettuale, che a Malfa si traduce in un vero ambiente spaziale, una preziosa stanza in cui prende vita un gioco delicato tra bianco e nero e colore, con le pareti invase da un murales che rievoca le onde del mare e sei paesaggi, che Perez Simão ha dipinto a memoria, da Parigi, acquerelli su carta arches, attorno all'idea della piccola finestra della casa eoliana. Un viaggio che invita ad altri viaggi, "con le sue onde colorate che ci avvolgono, ci attraversano e ci portano verso l'altrove", spiega ancora la curatrice, un "percorso verso una nuova idea di forma e colore" che "ci conduce verso un altrettanto inesplorato sentiero". Nata nel 1980, formata all'Ecole di Beaux Arts di Parigi, con alle spalle studi di giurisprudenza e filosofia, Perez Simão è stata protagonista in questi anni di tante mostre personali, da San Paolo a Nanchino, da Londra a Lipsia, Parigi. Le sue opere sono nelle collezioni di diverse istituzioni pubbliche, dal Buffalo Art Museum all'Institute of Contemporaney Art di Miami, il Saint Etienne Metropole, il Phoenix Art Museum. Dal panorama di sabbia e scogliere di Vitòria alle rocce vulcaniche e le onde scure di Salina, le sue opere richiamano spesso la magia dei luoghi e dei paesaggi, geografie che diventano pensieri, ricordi, introspezioni dell'anima, territori della mente. Perché la pittura, dice, "è per le cose che non possiamo nominare", per tutte le cose per cui "la lingua non serve e neanche la musica". Nell'atmosfera rarefatta di queste stanze anni Venti a Malfa, il messaggio appare particolarmente efficace: i segni e i colori sono anche musica e danza, poesia e parola. E ognuno di noi, tra queste onde, può perdersi nel suo viaggio. (ANSA).