A 28 anni Giulia Damato ha una specializzazione sul sostegno, due anni di esperienza al liceo scientifico «Nuzzi» di Andria e un lavoro che ha scelto con convinzione. Ma ogni estate, quando arriva il 30 giugno, quella certezza si interrompe. Il contratto scade e ricomincia l’attesa per una nuova convocazione. A pesare, questa volta, non c’è soltanto l’incertezza professionale. Giulia ha un mutuo da pagare e una casa da ristrutturare. Ha 28 anni e vorrebbe poter programmare il proprio futuro, ma al momento non sa ancora quale sarà la sua cattedra a settembre, né se sarà nuovamente ad Andria.

«Si parla tanto del futuro della scuola, ma troppo poco del futuro di chi nella scuola lavora», racconta. Per lei il 30 giugno non significa semplicemente l’inizio delle vacanze estive, ma l’avvio di «un periodo di transizione fatto di precarietà e incertezza». La NASpI rappresenta una temporanea rete di sicurezza, ma non cancella il problema. Tra la fine del contratto e le prime erogazioni possono trascorrere settimane, mentre «le spese continuano: affitto o mutuo, bollette, spesa e tutti quegli imprevisti che non si fermano solo perché il contratto è terminato».

Il racconto di Giulia si inserisce in una situazione che nella Bat assume contorni particolarmente significativi. Secondo i dati della Uil Scuola Puglia relativi al 2026/2027, nella provincia ci sono 1.176 posti di sostegno in organico di diritto e altrettanti in deroga. Un rapporto che fotografa quanto il ricorso a incarichi temporanei sia ormai diventato strutturale.