Il fatto che gli attacchi cyber sono giunti a ricoprire, agli occhi degli Stati, il ruolo di minaccia numero uno alla sicurezza nazionale è evidente anche nelle scelte compiute di recente da Italia e Germania sul piano organizzativo nell’ambito di questa sfida. Di recente sia Roma sia Berlino hanno adottato provvedimenti che rimettono mano all’assetto difensivo su questo fronte così insidioso.
L’Italia punta su un comando interforze cyber
Il disegno di legge approvato dal governo italiano il 5 agosto sul “rafforzamento e adeguamento delle capacità di difesa nazionale”, ad esempio, ha nella creazione di un comparto dedicato alla minaccia cyber all’interno della Difesa una delle novità principali. Al Capo di Stato maggiore spetta la qualifica di autorità cyber della Difesa e la responsabilità unica dei dati del Ministero, salve le competenze del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’interno, degli Organismi di informazione, dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e dell’Ufficio centrale per la segretezza. Il Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della Difesa assume la denominazione di Comando interforze Cyber Intel. Viene istituito, alle dirette dipendenze del Capo di Stato maggiore della Difesa, il Centro interforze di addestramento per il combattimento e per il contrasto alla minaccia ibrida. La struttura è retta da un generale di divisione.









