Il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt avverte che la Germania è bersaglio “quotidiano” di operazioni ibride. Il caso del drone con esplosivo a Lipsia-Halle, snodo logistico per Dhl e per il trasporto strategico Nato, riporta al centro il dossier sulla vulnerabilità delle infrastrutture europee e sulle operazioni ostili attribuite a Mosca

Non è più un segreto, in Germania la minaccia ibrida è entrata nella gestione ordinaria della sicurezza nazionale: sabotaggi, cyberattacchi, spionaggio, droni, campagne di influenza. Lo ha detto senza giri di parole il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt, intervistato da Bild am Sonntage ripreso da Reuters e Politico. Berlino non è in guerra, ma è “bersaglio quotidiano” di guerra ibrida.

Il riferimento immediato è l’episodio avvenuto la scorsa settimana all’aeroporto di Lipsia-Halle, dove è stato trovato un drone dotato di esplosivo e detonatore. Secondo Reuters, il velivolo sarebbe stato intercettato dopo l’intervento di un autista, che lo avrebbe colpito mentre volava a bassa quota. Un gesto definito coraggioso ma pericoloso dalle autorità locali, e che potrebbe aver evitato conseguenze ben più gravi. La procura federale tedesca ha aperto un’indagine antiterrorismo, descrivendo l’accaduto come un attacco serio contro l’infrastruttura logistica e dei trasporti del Paese.