Roma, 11 nov. (askanews) – L’Europa si trova di fronte a una svolta storica: costruire una politica di difesa comune a fronte di guerre ibride e attacchi ripetuti dei quali è stato vittima anche il nostro paese, con “oltre il 10% degli incidenti cyber di tutto il mondo”.
Le tensioni sul fianco orientale della Nato, l’incertezza dell’impegno americano in Europa, la recrudescenza dell’assertività della Russia, l’instabilità in Medio Oriente e in Africa e, non ultimo, l’irrobustimento del comparto militare della Cina, richiedono ai 27 Paesi dell’Unione europea di ripensare l’architettura di sicurezza costruita nel secondo dopoguerra.
In questo scenario, si è fatta strada l’esigenza di lavorare a un sistema industriale integrato, capace di sostenere l’autonomia strategica del continente e di rispondere a nuove minacce multi-dominio.
Il convegno “Consolidamento dell’industria della difesa: la rotta per l’Europa”, organizzato oggi 11 novembre da Start Magazine, in collaborazione con Icinn – Istituto per la cultura dell’innovazione, è stato organizzato per presentare il paper “Consolidamento dell’industria della difesa: la rotta per l’Europa” e un approfondimento di alto livello, che ha potuto contare sulla collaborazione di esperti del settore, istituzioni e player dell’industria della difesa.







