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Lia Capizzi

Thomas Ceccon ha abbassato il suo primato personale di due secondi, un risultato straordinario: «Faccio fatica ancora prima di entrare in acqua, ma ci ho lavorato tantissimo e si vede»

«Sono tanto contento, ho quasi gli occhi lucidi». La commozione di Ceccon vale come prima notizia; volendo esagerare è addirittura più importante della medaglia di bronzo conquistata nei 200 dorso. In questi Europei si sta testando per capire su quali gare puntare ai Giochi di Los Angeles 2028. Ci sono i 100 dorso che ovviamente non si toccano, è campione olimpico e recordman mondiale, poi però si impone una scelta.

Spaziare dai 50 farfalla ai 200 dorso può essere rischioso. Insieme al suo coach Alberto Burlina ha ipotizzato una bozza di programma a cinque cerchi. Maledetti 200 dorso, «una gara che detesto. Il peso dei 200 dorso parte da prima, faccio fatica ancor prima di entrare in gara, forse sono debole mentalmente. Ci ho lavorato tantissimo, ho sofferto tanto ma non mi sono mai fermato». La costanza e la disciplina gli portano un risultato straordinario. Vince il campione olimpico e mondiale Hubert Kos (1’53”08) ma Thomas tira giù quasi due secondi al suo personale: 1’53”96 è un tempone. Con lo stesso crono avrebbe vinto l’oro ai Giochi di Parigi, a rendere l’idea dello spessore tecnico di questo Ceccon in costruzione. «Questo mio tempo inizia a voler dire qualcosa di importante. Li vinco a Los Angeles e poi i 200 dorso però non li farò mai più», sorride il 25enne vicentino per il suo bronzo come ipoteca per il futuro.