Il podio nei 200 dorso vale molto più di una medaglia per l’azzurro: nuovo record italiano perché “non valevo qello delle qualificazioni”. Poi si lascia andare a una battuta sul futuro: scegliere tra i 50 e i 200.
È presto per prestare le braccia all'agricoltura e sottrarle al nuoto. Thomas Ceccon ne ha ancora abbastanza per essere protagonista in vasca e non nei campi di pomodoro che, provocatoriamente, aveva detto di voler zappare… sempre meglio che sottoporsi al tour de force di gare tra i 50 e i 200 dorso. È meno faticoso… ci ha scherzato sopra e, dopo aver ricevuto quel frutto rosso antiossidante alla vigilia (omaggio ironico del giornalista di Sky), s'è preso la medaglia di bronzo nella finale a cui teneva più di tutte agli Europei di Parigi (i 200 dorso ndr). L'umore è cambiato subito. Poi c'è quella frase che inevitabilmente ha catturato l'attenzione: "Come dicevano i ragazzi in piccionaia, bisogna tirare una linea tra 50 e 200 e capire quale fare dei due".
Il riferimento è ai telecronisti che hanno raccontato le sue gare toccando anche questo aspetto e, più in generale, al dibattito che accompagna da tempo la gestione delle diverse distanze di Ceccon. Le due specialità richiedono una preparazione molto diversa e, soprattutto, costringono a un super lavoro che prosciuga energie sia dal punto di vista fisico sia mentale. E poi c'è una concorrenza che sta diventando fortissima: prima o poi dovrà scegliere. L'azzurro non lo esclude. "Bisognerà fare delle scelte prima o poi… magari continuerò a far tutto".











