Due vicende, assolutamente diverse fra loro, riportano alla luce l’importanza delle regole nel funzionamento dei partiti. Forse, per certi versi, queste ultime contano più delle idee. Se non ci sono, non sono accettate o sono colpevolmente sottovalutate, le idee appassiscono presto all’ombra degli umori e dei personalismi.
A maggior ragione quando non vi sono leader forti (che le regole le cambiano senza problemi) e, soprattutto robusti portafogli del fondatore o del dante causa. Aspetti che si sottovalutano quando sull’onda dell’entusiasmo e della passione politica (e meno male che ci sono ancora) si formano dei movimenti d’opinione. L’intendence suivra, si dice. Ma le idee, per quanto forti, non si traducono in disciplina regolamentare e finanziaria. I due esempi recenti riguardano Più Europa e il minuscolo ma combattivo Ora! Non vogliamo entrare nella dinamica scivolosa dei torti e delle ragioni.
Solo segnalare una patologia, quella della mancanza o della farraginosità delle regole dello stare insieme che mina la sopravvivenza politica e la credibilità di iniziative di cui la democrazia si nutre a fatica. Soprattutto nell’area centrista e moderata che si fa vanto, giustamente, di non avere padroni assoluti. E, ancor di più, in vista delle elezioni, di fronte al dilemma di un eventuale «campo largo» che dovrà costruire e osservare un eventuale patto governativo. Più Europa vede lo scontro tra il segretario Riccardo Magi accusato dalla corrente che fa capo a Benedetto Della Vedova di violazioni statutarie e scarsa trasparenza finanziaria. Si è finiti in tribunale. La diatriba statutaria svilisce il dibattito sui differenti orientamenti nelle alleanze dei due schieramenti. Nel neonato partito Ora!, fondato da Alberto Forchielli, che ne è il presidente e da Michele Boldrin, come evoluzione dell’iniziativa Drin Drin, la lite è confinata su X. Ma è assai accesa e riguarda, ancora una volta, il bilancio del partito di «estremo centro» e la rendicontazione delle spese. Boldrin e Forchielli sono due economisti di vaglia, assai puntuti ed efficaci nel fustigare le cattive abitudini della gestione della finanza pubblica. Se mai avranno in futuro, come del resto gli esponenti di Più Europa, responsabilità di governo, ci si augura che abbiano più attenzione alla formulazione delle regole e alla loro applicazione. Anche se qualche leader, specie di piccoli partiti, ha tendenze napoleoniche «l’Intendenza non segue». Spesso se ne va da un’altra parte.






