Era il 10 giugno 1994, e come sempre se il Pd (o un suo antenato) non è al governo il fascismo era alle porte. Qual giorno, sul quotidiano La Stampa, il giornalista Gabriele Ferraris pubblicò un’intervista a Fabrizio De André. E da parte mia ringrazio Romilda Boffano per averla ripescata e segnalata sui cosiddetti social. La domanda a Fabrizio De André era: “Il futuro non la preoccupa?”.
Risposta: “Io non è che abbia tanti lustri da vivere… Quindi, personalmente non sono preoccupato. La situazione politica? Senta, è giusto che il governo faccia il suo mestiere: gli italiani hanno chiesto un’alternanza, e soltanto governando questi dimostreranno se sono capaci. E poi sono convinto che per combattere la sinistra ci voglia la destra, ma per combattere la destra non ci sia bisogno della sinistra: la destra si è sempre autodistrutta. Il problema è vedere quanto ci mette”. Quindi, ecco il finale: “Però mi rassicura che in questo governo di destra ci sia la Lega, un movimento sicuramente democratico: il federalismo, l’autonomia non solo amministrativa delle Regioni, può garantire la democrazia”.
Queste le parole di Fabrizio De André nella primavera del 1994, quando come detto (e come sempre se al governo non c’è il Pd o un suo antenato) il fascismo era alle porte. All’epoca, per fortuna di De André, i cosiddetti social non esistevano. Altrimenti chissà quali forme senz’altro costruttive e legittime di dissenso (come sostiene Christian Raimo) lo avrebbero travolto.







