di Pietro De Leomartedì 16 settembre 2025 (Ansa)3' di letturaCi risiamo. Di nuovo l’attenzione è sul confronto politico solcato dall’odio. Siamo davvero al rischio anni ‘70? «Gli anni della violenza politica non furono un fulmine a ciel sereno, li anticipò una campagna discriminatoria pesantissima contro la destra, perfino la richiesta di scioglimento dell’allora Msi. Il clima s’incendiò creando le condizioni per far attecchire la violenza. Così iniziò l’“occhio per occhio dente per dente”... E fu una strage di ragazzi innocenti. Oggi si respira un’aria simile a quella che precedette gli anni terribili dello scontro. Occorre fermarsi subito».Quali sono i sintomi?

«La delegittimazione dell’avversario, insinuare che quanto dice sia contro la democrazia, dire che è razzista se parla d’immigrazione, fascista se parla di sicurezza, legalità e ordine, omofobo se parla di famiglia tradizionale. Con la complicità dei media e delle élite intellettuali ti ritrovi chiuso all’angolo e qualche pazzo che si sente detentore della verità e ti colpisce fisicamente si trova sempre. È ora di smontare questa stucchevole e presunta superiorità morale della sinistra che inquina i pozzi del confronto democratico».