Gli scontri di piazza che si susseguono quasi ogni giorno, stanno facendo precipitare il Paese nel clima infuocato degli anni Settanta. Un vortice di violenza fuori controllo che non si limita più a colpire la parte avversa, ma che - come dimostrato con gli scontri tra sindacalisti - si sta trasformando anche in “fuoco amico”. Una situazione drammatica che va letta con gli occhi di chi, quella prima ondata di violenza senza senso l’ha vissuta sulla pelle. Chi meglio di Antonio Di Pietro, che oltre ai ruoli che lo hanno reso celebre - giudice di Mani Pulite e poi ministro della Repubblica -, in gioventù è stato anche commissario di Polizia che quelle manifestazioni le ha affrontate di persona.

Dottor Di Pietro, dire che in Italia tira una brutta aria è fare allarmismo o un qualche timore c’è?

«Il nostro Paese sta vivendo una situazione di reale emergenza e di pericolo pubblico. Basta guardarsi attorno per capirlo, con bande di ragazzi che sequestrano loro coetanei, che picchiano, che rapinano. Il tutto con un senso di onnipotenza, di poter fare quello che vogliono e come vogliano, quasi fossero degli intoccabili. Ecco questo tipo di atteggiamento sta incrementando la violenza e le prevaricazioni».