Antonio Di Pietro ospite illustre a Quarta Repubblica, il programma d’approfondimento di Rete4, condotto da Nicola Porro. L’ex-magistrato offre la sua chiave di lettura sugli scontri avvenuti a Torino nel weekend, durante la manifestazione per il sostegno al centro sociale di Askatasuna, con conseguente ferimento di numerosi agenti delle forze di polizia: “Resto sempre dell'idea che il diritto di manifestare non debba essere tolto ad alcuno, resto anche dell'idea che quelle 1.500 persone ormai le si conoscono quasi tutte ed è bene che le si conoscano ed è bene che si metta in condizione che non partecipino a questi eventi, proprio perché ci vanno apposta per creare del male, per fare male agli altri”.

Porro, a quel punto, obietta: “E come fa a non farli partecipare, Di Pietro?”. L’ex-leader de “L’Italia dei Valori”, risponde: “Credo che quando vengono trovati con le mani nel sacco bisogna processarli immediatamente e lasciarli dentro. Nel caso di specie, so che la Presidente del Consiglio ha parlato di tentato omicidio. Io questo lo lascerei ai giudici decidere, però per quanto mi riguarda, se fossi stato io, forse avrei contestato anche il reato di terrorismo urbano, perché c'è un apposito reato che è quello dell'articolo 280 del Codice Penale, che punisce chi per finalità di terrorismo attenta alla vita o alla incolumità personale delle persone”.