Il rischio brogli getta un'ombra inquietante sul referendum sulla giustizia della prossima primavera. A sostenerlo è Antonio Di Pietro, ex magistrato di Mani pulite, ex ministro e uomo delle istituzioni a tutto tondo e oggi in campo per il "Sì" alla riforma.

"Si stanno già costituendo organizzazioni per controllare il voto degli italiani all'estero che, come già avvenuto in passato, raccolgono gli elenchi degli elettori, costruiscono e spediscono queste lettere, ci mettono il voto, all'insaputa del diretto interessato", ha spiegato Di Pietro venerdì in un suo intervento al convegno promosso a Napoli dal Comitato Sì Separa della Fondazione Einaudi.

"Mi riferisco a quelli iscritti all’Aire. Parliamo di due milioni di voti che spostano il risultato. Ci sono gruppi organizzati, appartenenti a specifici partiti politici e sindacati, che con questo sistema stanno già organizzando le ‘buste’ di voti da far arrivare in Italia. Un fatto che rischia di determinare una falsificazione del risultato. Lo voglio denunciare oggi prima che sia troppo tardi. Invito il governo, perché fa ancora in tempo, a fare una legge di un solo articolo che permetta agli elettori all’estero di votare di persona, alle ambasciate o ai consolati, con il proprio documento di identità. Una norma con la quale si applicano al referendum le stesse modalità di voto previste per le elezioni europee", è la proposta concreta di Di Pietro.