Nel 2023 Replika, una delle più note applicazioni di AI companion, modificò il proprio sistema e limitò le interazioni erotiche che fino a quel momento erano state possibili. Per molti utenti non si trattò semplicemente della perdita di una funzione. Alcuni ebbero la sensazione che la persona con cui avevano costruito una relazione fosse improvvisamente cambiata o, in qualche caso, scomparsa. De Freitas e colleghi hanno studiato le conseguenze di quell’aggiornamento come una sorta di esperimento naturale.La percezione che l’identità del companion fosse stata interrotta risultava associata a reazioni di perdita e di lutto. In altri esperimenti condotti dallo stesso gruppo, alcuni utenti dichiaravano di sentirsi più vicini al proprio AI companion che al migliore amico umano e prevedevano di soffrire per la sua perdita più di quanto avrebbero sofferto per la perdita di altri oggetti tecnologici (De Freitas et al., 2024).Il caso è interessante perché mostra fino a che punto una persona possa affezionarsi a una macchina, ma solleva anche una domanda diversa. Che cosa accade al desiderio umano quando l’altro con cui entriamo in relazione non è semplicemente incontrato, ma progettato per rispondere, ricordare, adattarsi e continuare a esserci? La domanda non riguarda soltanto la possibilità di innamorarsi di un chatbot. Riguarda il modo in cui le tecnologie relazionali possono intervenire nella formazione stessa di ciò che impariamo a considerare desiderabile.Indice degli argomenti