di Massimo Sanvitogiovedì 13 agosto 20263' di letturaUna pistola puntata alla tempia di un volto femminile e la scritta “Morte a Meloni e ai fasci”. Sono mani rapide, nel buio della notte tra il 4 il 5 agosto, a colpire in vicolo Bianchetti, pieno centro di Bologna. E ancora, in piazza Aldrovandi e strada Maggiore, a vergare scritte antisemite e contro la polizia, oltre a simboli anarchici. Vista la città, normale amministrazione. Ma stavolta non è stato un bolognese, bensì un turista che si è subito acclimatato nel luogo di vacanza. Premessa: il Comune di Bologna ha subito provveduto a cancellare minacce e insulti. Ha 23 anni ed è francese il fenomeno che si è beccato una denuncia a piede libero per imbrattamento, violenza o minaccia a corpo politico, vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle Forze Armate, aggravato e in concorso: era giunto nel capoluogo emiliano insieme ad altri sei coetanei (due quelli che lo avrebbero accompagnato nella scorribanda notturna, che però si sono salvati perché sono subito tornati in Francia).APPLAUSI AL RESIDENTE

Decisiva, per incastrarlo, una segnalazione di un residente al 112: «Venite, c’è un gruppo di ragazzi che sta imbrattando i maglia di una squadra di calcio che il giovane poi denunciato indossava al momento del blitz, così come emerso dalle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. Le indagini proseguono per acciuffare anche gli altri responsabili. fatto che sia straniero non ci nquillizza, anzi, dimostra con sempre più evidenza che c'è una rete del mondo antagota in tutta Europa che vede logna come città dove si è leimati a fare tutto. Lo abbia- visto come Bologna, con i enti scontri, è diventata una vera e propria capitale internazionale dei centri sociali», commenta l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna. E attacca: «Chi amministra la città dovrebbe chiedersi perché uno straniero, con intenti violenti, dovrebbe considerarsi legittimato a venire a Bologna e minacciare di morte il nostro presidente del Consiglio sentendosi evidentemente impunito. La risposta è purtroppo semplice, perché qua trova terreno fertile in parte della giunta Lepore, sempre più spostata a sinistra e succube dei centri sociali. L’amministrazione comunale faccia qualcosa e la sinistra recida il suo legame con questi mondi pericolosi che troppo spesso ha coccolato».I PRECEDENTI