HomeBolognaCronacaScritte contro Meloni. Denunciato un francese. Faro sui legami coi No TavUn 23enne è accusato di essere l’autore, insieme ad altri due connazionali, del graffito sulla premier con pistola alla tempia e altre offese alla polizia. A tradirlo la maglietta del Paris Saint-Germain indossata durante il raid.Il graffito raffigurante Giorgia Meloni con pistola alla tempia in vicolo BianchettiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguicidi Francesco Zuppiroli
A incastrarlo è stata una maglietta inconfondibile. La ’30’ del Diez, Leo Messi, quando l’argentino militava ancora nelle fila del Paris Saint-Germain. Una maglietta indossata da un 23enne francese quando in compagnia di due coetanei e connazionali con cui era in vacanza a Bologna è stato immortalato dalle telecamere di vicolo Bianchetti durante l’imbrattamento dei muri della strada. Un imbrattamento, compiuto nella notte tra il 4 e il 5 agosto, che nei giorni scorsi ha sollevato non poche polemiche e nel quale era rappresentata la premier Giorgia Meloni, stilizzata, con una pistola puntata alla tempia e la scritta: "Morte a Meloni e ai fasci".
La scritta non sarebbe poi l’unica imputata al 23enne francese, che secondo gli investigatori sarebbe l’autore anche di ulteriori graffiti spuntati tra Strada Maggiore e piazza Aldrovandi a sfondo antisemita o contro la polizia di Stato. Le indagini sull’episodio sono scattate sin da subito, grazie anche alla segnalazione arrivata al numero di emergenza 112 da parte di un cittadino che aveva notato proprio un gruppo di persone intento a imbrattare le facciate di alcuni edifici in centro. Il 23enne francese non avrebbe agito da solo appunto, ma con altri due complici: tre persone di un gruppo di sette giovani d’Oltralpe (tutti identificati) che sarebbero arrivati a Bologna per vacanza, affittando un appartamento in viale Carducci. Proprio lì dove secondo le ricostruzioni i writers francesi si erano poi andati a rifugiare dopo gli imbrattamenti in centro, nei giorni scorsi gli agenti della Digos hanno anche compiuto una perquisizione nei confronti del 23enne. Mentre gli altri due giovani che avrebbero partecipato agli imbrattamenti risultano già rientrati all’estero, il 23enne si trovava ancora in città quando la Digos ha trovato e sequestrato nella sua abitazione quella stessa maglietta indossata per scrivere le minacce sui muri, oltre ad altri oggetti ritenuti rilevanti dagli investigatori.











