Di: Sofia Pelosi Dalla crisi di Ceuta ai controlli tra Italia e SpagnaRipercorriamo i fatti. Dopo l’accaduto, l’Italia sospende l’accordo di Schengen con la Spagna e reintroduce, almeno temporaneamente, i controlli alla frontiera. Il governo spagnolo guidato da Sánchez chiede all’Italia di rimuoverli e minaccia ritorsioni, ma l’esecutivo di Giorgia Meloni si rifiuta e dice di non voler rivedere la decisione almeno fino al 15 agosto, specificando che “in quella data, come annunciato dalle stesse autorità spagnole, è infatti attesa a Ceuta una nuova ondata migratoria”. A questo punto scatta la risposta della Spagna con controlli di frontiera sugli aerei e sulle navi provenienti dall’Italia, almeno fino al 7 settembre. La situazione Schengen negli aeroporti italianiTelegiornale 05.08.2026, 20:00Che cos’è lo spazio SchengenPer capire meglio cosa significa reintrodurre i controlli alle frontiere, bisogna partire da cosa si intende per spazio Schengen. Si tratta di un’area di libera circolazione composta da 29 Paesi: tutti i membri dell’Unione europea, tranne Cipro e Irlanda, più Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Lo spazio Schengen consente a più di 450 milioni di persone di circolare liberamente tra questi Paesi senza sottoporsi, di norma, ai controlli alle frontiere interne. I controlli avvengono invece alle frontiere esterne dell’area.Il nome deriva da quello dell’omonima cittadina del Lussemburgo, al confine con Francia e Germania, dove il 14 giugno 1985 fu firmato il primo accordo. A sottoscriverlo furono inizialmente cinque Paesi – Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo – ai quali se ne sono aggiunti progressivamente altri negli anni.Meno controlli, più cooperazioneL’assenza di controlli alle frontiere interne può dare l’impressione di una minore sicurezza. Il sistema Schengen cerca però di compensare questa assenza attraverso i controlli alle frontiere esterne e una maggiore cooperazione tra le autorità dei diversi Paesi.Uno degli strumenti principali è il Sistema d’informazione Schengen (SIS), una banca dati comune nella quale le autorità nazionali possono inserire e consultare segnalazioni su persone e oggetti. In questo modo, una segnalazione inserita in un Paese è accessibile anche alle autorità degli altri membri.E la Svizzera?La Svizzera ha aderito a Schengen attraverso l’Accordo di associazione a Schengen/Dublino, firmato nel 2004 nell’ambito degli Accordi bilaterali II con l’Unione europea. L’anno successivo l’accordo è passato anche dalle urne, con il 54,6% dei votanti a favore. La Svizzera è poi entrata operativamente nello spazio Schengen nel 2008.Schengen riguarda le persone, non le merci. La Svizzera, che non fa parte dell’Unione doganale europea, continua quindi a effettuare controlli doganali sulle merci alle frontiere. Durante queste verifiche, quando necessario, possono essere controllate anche le persone.Dall’archivio: 10 anni di accordo Schengen in Svizzera: Schengen/Dublino vantaggiosi per la SvizzeraTelegiornale 22.02.2018, 21:00Ripristinare i controlliLa libera circolazione non è però assoluta. In presenza di una grave minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza interna, gli Stati membri possono ripristinare temporaneamente i controlli alle proprie frontiere. È successo, ad esempio, dopo attentati terroristici o durante la pandemia di Covid-19. Si tratta comunque di una misura che, secondo le regole di Schengen, deve essere utilizzata solo come ultima risorsa.
Spazio Schengen: come muoversi al suo interno - RSI
Lo spazio Schengen, 29 Paesi e 450 milioni di persone: cosa significa reintrodurre i controlli alle frontiere dopo la crisi di Ceuta tra Italia e Spagna.
















