Di: Raphaël Günther, intervista SRF - Pa.St., adattamento RSICon un’operazione di depistaggio, all’inizio di luglio il presidente statunitense Donald Trump è stato protetto da un possibile attentato durante il suo viaggio di rientro dal vertice NATO ad Ankara, in Turchia. Davanti alle telecamere è salito a bordo dell’Air Force One (l’aereo presidenziale), ma poi con un veicolo per il catering è stato trasferito di nascosto su un altro velivolo.https://rsi.cue.rsi.ch/info/mondo/Trump-e-il-cambio-di-aereo-segreto-per-depistare-i-nemici--3945789.htmlUn’operazione che è stata messa in atto per impedire che il presidente potesse essere ucciso dall’Iran. E in effetti le minacce dell’Iran sono reali, afferma l’esperto di sicurezza Hans-Jakob Schindler, direttore del Counter Extremism Project, intervistato da SRF.Il trasferimento segreto di Trump da un aereo all’altro appare come un’operazione spettacolare. Succede spesso?“I presidenti degli Stati Uniti vivono in modo molto pericoloso. In passato ci sono stati attentati andati a buon fine, tra cui il più noto è quello a John F. Kennedy. Inoltre, il regime iraniano ha più volte ufficialmente detto di voler uccidere Donald Trump. Per questo bisogna prendere sul serio le minacce dell’Iran. Ma è la prima volta che sento parlare di un presidente che cambia aereo. Quando le trasferte avvengono in elicottero, è però normale che siano in volo sempre due velivoli: in uno dei due si trova il presidente e di solito non si sa quale sia”.È realistico che l’Iran avrebbe potuto uccidere il presidente degli Stati Uniti all’inizio di luglio ad Ankara?“Era noto a tutti quando e dove il presidente sarebbe arrivato ad Ankara e quando sarebbe ripartito. E nel corso del conflitto attuale, l’Iran ha già dimostrato di non avere alcuna esitazione a sparare missili verso la Turchia”.L’Iran avrebbe effettivamente avuto la possibilità di abbattere l’aereo statunitense?“La domanda da fare è: quando è alta la probabilità che gli iraniani riescano a lanciare un missile dall’Iran fino ad Ankara, per di più mirando un bersaglio preciso, un aereo, e colpirlo. All’inizio si aveva ancora la sensazione che gli iraniani sparassero dei missili e se riuscivano a colpire qualcosa, ne erano felici. Nel frattempo questo è cambiato. E quindi ci si chiede: la Russia aiuta con immagini satellitari? O la Cina aiuta con la tecnologia? O entrambe le cose insieme? Non si sa però se avrebbero potuto superare anche la difesa missilistica dell’Air Force One. Fatto sta che se il servizio di sicurezza del presidente vede almeno un rischio teorico, naturalmente non lo si corre”.In passato ci sono già stati diversi tentativi di attentato contro Trump, per esempio durante un evento elettorale in Pennsylvania. Per il presidente non è forse più pericoloso comparire a un grande evento negli Stati Uniti?“Il presidente degli Stati Uniti deve cercare la visibilità pubblica. E lo fa. Questo presidente trova inoltre molta energia in questi grandi eventi, in cui resta e parla relativamente a lungo. Naturalmente si tratta di una sfida che non si può risolvere, poiché il presidente deve apparire in pubblico: fa parte del suo lavoro. Il problema è che la società americana è molto polarizzata e che negli Stati Uniti ottenere un’arma è relativamente facile. Per questo le molte apparizioni pubbliche negli Stati Uniti sono un rischio permanente per la sicurezza. In questo Trump non si differenzia dagli altri presidenti statunitensi. Purtroppo nella storia americana più di un presidente è stato ucciso in un attentato”. Trump e la messinscena sull'Air Force OneTelegiornale 12.08.2026, 20:00