Garlasco. Oggi come 19 anni fa. Lunghi processi, colpi di scena, indagini chiuse e riaperte, perfino una condanna definitiva e già quasi tutta scontata. Ma nulla è cambiato davvero. La verità sulla morte di Chiara Poggi, 26 anni, uccisa la mattina del 13 agosto 2007 nella sua villa di via Pascoli a Garlasco, resta un rebus difficile da decifrare. A riavvolgere il nastro e riportarlo al punto zero, a distanza di quasi 20 anni dal delitto, è l’inchiesta bis aperta, un anno e mezzo fa, dalla procura di Pavia. Indagine che mette in discussione la verità giudiziaria e la sentenza sull’allora fidanzato della vittima Alberto Stasi, oggi 43enne, condannato nel 2015, dopo due assoluzioni, a 16 anni di carcere. Stasi, che ha quasi finito di scontare la sua pena, a giugno è uscito dal carcere di Bollate dopo dieci anni di detenzione. Per i pm Stefano Civardi, Valentina De Stefano e Giuliana Rizza non c’era lui, quella mattina di agosto nella villa di via Pascoli a commettere il delitto, ma Andrea Sempio, oggi 38enne, commesso di un negozio di telefonia e frequentatore della casa per essere amico del fratello della vittima, Marco Poggi. Il delitto di Chiara Poggi, impiegata in una ditta di Milano, resta un mistero. Oggi, nel 19esimo anniversario della sua morte, la famiglia la commemorerà con una messa. «Vogliamo piangerla da soli e in silenzio», tagliano corto i genitori, Giuseppe Poggi e Rita Preda, chiedendo rispetto. L’articolo completo sull’edizione della Provincia Pavese in edicola giovedì 13 agosto.
Chiara Poggi uccisa 19 anni fa, il suo omicidio resta un rebus
Oggi, giovedì 13 agosto, il ricordo dei familiari con una messa: «Lasciatecela piangere da soli»













