Giovedì 13 agosto saranno 19 anni dall'omicidio di Chiara Poggi. «Vogliamo stare raccolti tra di noi come abbiamo fatto sempre», dice mamma Rita, che preferisce stare «in silenzio» come per ribadire che qualsiasi parola non basta per ricordarla. A 19 anni da quel terribile giorno in cui la ragazza, all'epoca 26enne, è stata brutalmente uccisa nella loro villetta di Garlasco per la signora Rita, il marito Giuseppe e il figlio Marco si riapre quella ferita profonda che mai si potrà rimarginare. Per loro è stato un periodo, si intuisce, molto complicato: non solo si è chiusa una nuova inchiesta, quella dei pm di Pavia, che ha offerto una ricostruzione diversa da quella finora acclarata da una sentenza passata in giudicato e che hanno sempre «rispettato».
Ma i familiari si sono visti costretti a difendersi dall'accusa di bloccare le indagini su Andrea Sempio, ai tempi amico del figlio Marco, e a dover fare i conti con l'amara sorpresa di scoprire di essere stati intercettati. Tutto questo tra polemiche, insinuazioni, colpi bassi e insulti postati sui social da fantomatici blogger (pure denunciati) e il costante martellamento del circo mediatico.










