A due giorni dall'anniversario dell'omicidio della 26enne nella villetta di famiglia, i genitori e il fratello scelgono il raccoglimento dopo la nuova inchiesta di Pavia, le intercettazioni, gli attacchi social e il circo mediatico

«Vogliamo stare raccolti tra di noi come abbiamo fatto sempre». Con queste parole Rita Preda, madre di Chiara Poggi, sceglie di vivere «in silenzio» la memoria della figlia, uccisa a 26 anni nella villetta di famiglia a Garlasco il 13 agosto di diciannove anni fa. Una data che riapre una ferita profonda mai rimarginata per la madre, il padre Giuseppe e il fratello Marco, che, come riporta Ansa, alla vigilia della ricorrenza riaffermano la volontà di restare al riparo dal clamore, nella consapevolezza che nessuna parola potrà mai colmare la loro perdita.

Un anno di inchieste e nuove ricostruzioni

Per la famiglia Poggi il periodo recente è stato particolarmente complesso e doloroso. Negli ultimi mesi si è infatti chiusa la nuova inchiesta della Procura di Pavia, che ha offerto una ricostruzione dei fatti diversa rispetto a quella finora acclarata dalla sentenza passata in giudicato, che i familiari hanno comunque sempre «rispettato». Il nuovo capitolo giudiziario attribuisce ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, la responsabilità dell’omicidio, con un movente di natura sessuale. Parallelamente si è fatta largo l’ipotesi di una possibile revisione del processo per Alberto Stasi, all’epoca fidanzato di Chiara, condannato in via definitiva nel 2015.