La statistica è impietosa: il 95% delle imprese familiari non sopravvive alla terza generazione.

Non per mancanza di talento o di capitale, ma perché al crescere dei componenti della famiglia coinvolti non vengono governati responsabilità, ruoli, aspettative e modelli decisionali. È per questa mancanza di governo del cambiamento che si perde l'elemento chiave della coesione famigliare: la fiducia.

La coesione fondata sulla fiducia è il principale elemento del successo della famiglia, ma spesso mancano gli strumenti formali per proteggerla.I dati lo confermano: la Global Family Business Survey 2023 di PwC rileva che l'85% dei leader considera essenziale la fiducia tra familiari, ma solo il 19% ha adottato procedure formali di risoluzione delle controversie, il 30% dispone di una Family Constitution e appena il 37% ritiene chiari ruoli e responsabilità.

Le crisi, del resto, non nascono da grandi scontri, ma da ambiguità accumulate su chi decide, chi informa, chi può entrare in azienda e con quali limiti.In Italia oltre 12 mila imprese familiari con fatturato superiore ai 20 milioni di euro muovono più di 1.200 miliardi di euro e coinvolgono 3,4 milioni di dipendenti (Osservatorio Aub).

Eppure, il loro punto di maggiore fragilità sta nella governance e si manifesta quasi sempre nel momento del cambiamento e la mancanza di consapevolezza, condivisione e comunicazione possono destabilizzare rapidamente anche un'azienda solida.Il primo errore nel progettare una governance familiare è saltare l'ascolto: si arriva con modelli preconfezionati, best practice anglosassoni, organigrammi ideali.