Alle 5 del mattino gli operatori dell'aeroporto Pio La Torre di Comiso sono già al lavoro per ripulire la pista dalla cenere vulcanica. Lo scalo apre alle 10. Il primo volo, un Ita per Milano Linate, decolla alle 11.15. Nel terminal si accumulano i passeggeri scesi da Catania nella notte, o dirottati all'ultimo momento. "Voglio uscire dalla Sicilia”, è la frase che ripetono in tanti, tra valigie e sedie della sala convegni, portate giù per fare posto.

Sesto stop di Fontanarossa per l’Etna e sul piccolo aeroporto ibleo, inaugurato nel 2013, si riversa un flusso mai visto. Un anno fa lo scalo di Comiso era stato bollato come "aeroporto fantasma". Pochissimi voli e pochissimi passeggeri. Da novembre 2025, con i fondi europei per la continuità territoriale, garantisce collegamenti giornalieri con Roma e Milano: una goccia, rispetto al traffico di oggi.

Tra le sedie della sala d'imbarco dormono due bambini, due e quattro anni. Sono i figli di Francesco e Roberta, di Avola, che per non perdere la vacanza organizzata a Marzo alle Fær Øer hanno messo in campo tre piani d’azione. "Piano A: Catania-Roma, cancellato. Piano B: da Palermo, ma biglietti saltati. Piano C: Comiso, sperando di partire e spendendo altri 1500 euro di biglietti di sola andata”, racconta Francesco.