Morire per il caldo nella cucina di un ristorante. Una drammatica eventualità di cui negli ultimi tempi si è sempre più dibattuto all'interno del settore della ristorazione che aveva lanciato l'allarme per i rischi legati alle temperature bollenti di questi giorni. E ora quella che doveva restare solo e soltanto un'ipotesi è diventata una realtà con l'improvviso malore che lunedì 10 agosto è costato la vita allo chef Marco Barsi mentre lavorava nelle cucine di uno stabilimento balneare in Versilia. Cinquant'anni, viveva a Strettoia in provincia di Lucca ed era tornato in Toscana lo scorso anno, dopo vent'anni trascorsi in Germania.

Era a Forte dei Marmi per la stagione, per fare il suo lavoro con impegno e passione e si è sentito male al termine del turno in cucina mentre stava rimettendo tutto in ordine. Avrebbe avuto una crisi causata dalle alte temperature, con tutta probabilità un colpo di calore. Il titolare del ristorante si è immediatamente attivato e lo chef è stato trasportato in ospedale ma il suo cuore ha smesso di battere. Il tragico fatto riporta alla ribalta le criticità legate agli ambienti lavorativi evidenziate da tanti ristoratori.

Il Gusto ha chiesto a tre addetti ai lavori come affrontano questa problematica all'interno di un ristorante stellato, in una trattoria e in una pizzeria.