“Accolgo l’appello lanciato, attraverso le pagine della Gazzetta, dalla signora Krivosheeva e quindi sono disponibile, già entro la fine del mese, ad incontrarla per confrontarmi con lei e magari anche con i suoi tecnici di fiducia”. Lo afferma, contattata dal nostro giornale, l’assessora al Patrimonio del Comune di Taranto, Luana Riso. Che, in questo modo, risponde all’ultimo, accorato, appello lanciato proprio su queste pagine da Anna Krivosheeva, cittadina della Federazione Russa, che nel 2021 partecipò e si aggiudicò uno dei bandi di gara denominati “Case a 1 euro”, indetti dalle amministrazioni comunali guidate dall’ex sindaco Melucci, con l’obiettivo di ripopolare la Città Vecchia Vecchia di Taranto. E la signora Anna, assistita dai progettisti Massimo Prontera e Rosa Gorgoglione, in particolare, prevalse nell’avviso pubblico relativo a una palazzina ubicata nel centro storico in via di Mezzo, angolo vico Trappeto.
Purtroppo per questa signora venuta dall’Est e letteralmente innamorata di Taranto, quell’idea con il passar degli anni non si è mai concretizzata. E’, infatti, come se il tempo si fosse fermato, cristalizzato, al 2021, ovvero a cinque anni fa. In effetti, oggi così come un lustro fa, la signora Krivosheeva non può entrare nella palazzina che ha acquistato perché il Comune non ha mai messo in sicurezza gli edifici adiacenti, crollati, e non ha mai bonificato e ripulito rendendo quindi, per i progettisti da lei incaricati, letteralmente impossibile prendere delle misure o fare dei rilievi. Zona off-limits e insicura per tecnici e operai. Almeno, questa è la tesi sempre sostenuta dalla signora russa e, peraltro, rafforzata dalla numerose richieste che i suoi progettisti hanno, nel corso degli anni, inviato (invano) agli uffici tecnici comunali.






