L'ultimo caso salito alla ribalta della cronaca è quello segnalato da Oipa per una festa di paese ad Acquafredda di Maratea, in provincia di Potenza: la presenza di un coniglio messo in palio per la riffa organizzata durante l'evento e che ora è stato messo in salvo. "Un risultato positivo ottenuto grazie al nostro intervento – scrivono dall'Oipa – dopo aver inviato una segnalazione al Sindaco, evidenziando come l’iniziativa fosse in contrasto con la normativa regionale della Basilicata, che vieta di offrire animali come premio o vincita di giochi nell’ambito di attività fieristiche e iniziative commerciali o pubblicitarie".
L'intervento del Primo cittadino ha così messo fine a questa "abitudine" che, come accennavamo, di certo non accade solo nella cittadina della Basilicata ma puntualmente si verifica in tutta Italia nelle sagre e nelle feste di paese ancora senza soluzione di continuità. Oipa ricorda che "Gli animali non sono oggetti né premi da mettere in palio. La loro detenzione richiede responsabilità, consapevolezza e la certezza che possano essere accolti in condizioni adeguate" e c'à anche una riflessione più ampia da fare rispetto all'esempio che viene dato ai più piccoli. Nessuna legge nazionale, le specie più "usate" sono pesci rossi e conigli Tipicamente durante le sere d'estate in tutto il Belpaese nei luoghi dove si riversano le famiglie con bambini per passare le vacanze si svolgono eventi per intrattenere le persone. E spesso una delle maggiori attrazioni sono proprio i giochi dove è possibile non solo trovare coniglietti ma anche e sopratutto i pesci rossi come premi in palio. Si tratta di animali che ancora subiscono in questo modo un maltrattamento costante e accettato da tutti che in fondo continua anche quando si torna a casa, già solo nella "normalità" di fargli passare intere esistenze chiusi in bolle di vetro in cui vengono tenuti e rimpizzati di cibo. Per non parlare poi dei casi in cui anche i pesci rossi vengono abbandonati, causando problemi agli ecosistemi, ovvero introducendoli in habitat dove la loro presenza è dannosa poi per altre specie. Questi animali, infatti, quando vengono rilasciati in laghi o fiumi tendono a crescere a dismisura, devastando la vegetazione acquatica e a causa delle loro deiezioni causando problemi infettivi agli altri animali che vivono nell'habitat in cui sono stati introdotti. E sempre a proposito di fenomeno di abbandono, anche i conigli lo subiscono, come abbiamo raccontato recentemente con il ritrovamento in un campo sulle sponde del Canale Villoresi di un maschio di coniglio ariete.







