PORDENONE - Emergenza abbandoni in estate: boom di gatti lasciati soli. L’allarme delle guardie Oipa: «La nuova norma sui microchip ha generato una prima ondata di abbandoni, colpite anche le razze pregiate». Sono in aumento, infatti, in questi caldi giorni d’estate gli interventi delle guardie Oipa Eco-zoofile sia per le segnalazioni da parte dei cittadini, sia attraverso proprie iniziative, sia per interventi in itinere continuativi.
LA NORMA In primo piano l’emergenza gatti con l’introduzione dell’obbligo a microchippare e sterilizzare la bestiola. «La norma introdotta per porre un limite al randagismo – ha affermato Maria Laura D’Amore, coordinatore delle guardie zoofile - in prima battuta ha creato un aumento dei casi di abbandono, anche di gatti di razza. Ci vorrà tempo perché le disposizioni vengano recepite, com’è accaduto per il microchip dei cani. Fortunatamente abbiamo una Regione che lavora e ascolta le forze di controllo sul territorio». L’emergenza, purtroppo, è strettamente connessa con quella delle persone bisognose di cura. «Le persone non curano sé stesse – afferma D’Amore –, poiché non riescono a far fronte alle spese per le visite mediche e dei farmaci, figuriamoci se chi ha problematiche d’indigenza riesce a curare gli animali».Chiaramente le guardie Oipa Eco-zoofile sono pubblici ufficiali, operano con un decreto prefettizio e possono multare. Ma soprattutto intendono aprire un rapporto di dialogo con i cittadini e, se la persona non riesce a far fronte alla cura, si relazionano con gli assistenti sociali. «Un microchip costa dai 40 ai 60 euro e in questo momento i veterinari sono full. L’Azienda sanitaria si sta adoperando per far fronte a questi problemi e tanti Comuni si stanno muovendo per garantire contributi per le spese veterinarie. Non va dimenticato che ci sono anche fondi della Regione», riferisce la coordinatrice delle guardie Oipa. In questo momento circa undici guardie lavorano su tutti i 50 Comuni di competenza, dalla pianura alla montagna. Il prossimo anno il nucleo di Pordenone spegne dieci candeline di intensa attività, iniziata con le tre prime guardie in città. In un anno si sono registrati 350 interventi. «L’aumentato disagio delle persone si ripercuote sugli animali – riferisce D’Amore –. Una visita veterinaria costa dagli 80 ai 100 euro, e le cifre salgono quando sono necessarie analisi del sangue o cure particolari per malattie croniche, oppure se al pet serve un intervento chirurgico: in questi casi le somme superano abbondantemente la soglia dei 100 euro anche al mese». L’APPELLO La coordinatrice delle guardie Oipa Eco-zoofile lancia l’appello: è necessario costruire un ospedale pubblico per gli animali, «perché - dice - c’è chi non cura più l’animale in quanto non riesce a far fronte ai costi, di certo non per cattiva volontà. In questo momento stiamo addirittura aiutando famiglie che non possono acquistare l’antiparassitario». «Siamo agenti di polizia, l’impegno è tantissimo - aggiunge -, con professionalità, esperienza, collaboriamo con le associazioni e siamo richiesti nelle scuole con feedback positivi da parte dei ragazzi che, affascinati, portano a casa informazioni e istruzioni». Lo scopo delle guardie Oipa non è sanzionare, ma fare in modo che le persone siano informate e che rispettino le norme. «Ma se ciò non avviene dobbiamo sanzionare - spiega -. Ad esempio, la detenzione di un cane a catena, scatta la multa di mille euro, se l’animale è senza microchip di 300 euro». Microchip e sterilizzazione per un pet maschio costa fino a 150 euro, 280 se si tratta di una femmina: costi che per molte famiglie oggi sono davvero un problema.






